Foto Italo Calvino
Calvino sul Che furono pubblicate in spagnolo nel gennaio 1968. Nel 1995, in occasione del decennale della sua morte, all'Avana sorse il comitato promotore (detto dei calvinisti) Pro-Fondazione-Calvino, sponsorizzato dall'Arci Nazionale di Roma e dall'Ambasciata Italiana all'Avana. Antonino si rende conto non solo di vederla in maniera nuova, ma di essere anch'egli preda di quella frenesia che biasimava negli altri, quell'ansia di riuscire ad afferrare l'inafferrabile che dilaga ogni giorno di più fra i fotografi della domenica, quel tentativo di trovare la verità più profonda delle cose e delle persone nelle immagini impresse sulla pellicola. Calvino, se una notte d'inverno un viaggiatore, fuori dell'abitato di Marlbork, sporgendosi dalla costa scoscesa senza temere il vento e la vertigine, guarda in basso dove l'ombra s'addensa in una rete di linee che s'allacciano, in una rete di linee che s'intersecano, sul tappeto di foglie illuminate dalla luna, intorno a una fossa vuota, quale storia laggiù attende la fine? La foto "unica" di Bice, quella foto che sappia contenere tutte le Bice possibili e impossibili da vedere, altro non è, allora, che uno dei tanti romanzi d'un "enciclopedismo aperto" nei quali lo scrittore cerca di costringere la "molteplicità" irriducibile dell'universo. Il passo tra la realtà che viene fotografata in quanto ci appare bella e la realtà che ci appare bella in quanto è stata fotografata, è brevissimo.
Italo Calvino Sotto il sole giaguaro, Milano, Garzanti, 1986.
Italo, ma del padre, su cui Mario Calvino un rivoluzionario tra le piante (Ace International), libro di Tito Schiva che merita possedere anche per la gioiosa foto di copertina in cui Calvino senior ridente tiene le braccia alzate una a reggere il panama, l’altra a stringere un girasole ancora più alto di lui. Berio, uno degli autori più prestigiosi della nuova musica colta, ha creato, facendo riferimento ai mali dellumanità sui testi di Calvino scritti sullonda emotiva del rapimento di Aldo Moro un conflitto che assume unimpostazione di tipo quasi filosofico piuttosto che porre laccento sullo sviluppo dellazione. Bice possibili e molte Bice impossibili a fotografare, ma quello che lui cercava era la fotografia unica che contenesse le une e le altre. Calvino restringe il campo della sua indagine, focalizzando l'attenzione su una categoria specifica di immagini, quelle fotografiche, che a partire dagli anni Cinquanta sembrano aver invaso la nostra vita quotidiana. Nel vicino museo municipale (dove vi è la Sala Calvino dedicata allo scrittore che qui considerano non solo italiano ma anche cubano) è possibile comperare un bel foto-libro a lui dedicato, stampato a Cuba nell’anno 2000. Italo Calvino Marcovaldo ovvero le stagioni in città, Milano, Arnoldo Mondadori, 1993. Franco Muzzio Ippolito Pizzetti pubblicò anni fa una lunga chiacchierata con Libereso in cui questi diceva che Italo predicava bene ma razzolava male. Libereso giovane la troviamo in un libro di Paola Forneris e Loretta Marchi premiato nel 2005 con il Grinzane a Villa Hanbury, Il giardino segreto dei Calvino, immagini dall’album di famiglia tra Cuba e Sanremo (De Ferrari). Mario Calvino ed Eva Mameli), il quale attualmente si chiama Istituto di ricerche di agricoltura tropicale Alejandro Humboldt, e ora è gestito dall'Accademia cubana delle scienze.Il 6 giugno 1984 Calvino fu ufficialmente invitato dallUniversità di Harvard a tenere le Charles Eliot Norton Poetry Lectures.
L’uso è ormai invalso, si sappia almeno di quale Calvino si tratta. Bice invisibile e assoluta, Antonino finisce per fotografare portaceneri pieni di mozziconi, macchie di umidità sul muro, tubi dei termosifoni, giornali spiegazzati, angoli vuoti, in poche parole, "l'assenza di lei".Libereso, Italo lo ritrasse in un racconto del 1947, Un pomeriggio, Adamo.
Una fotografia ufficiale o matrimoniale o familiare o scolastica dava il senso di quanto ogni ruolo o istituzione aveva in sé di serio e d'importante, ma anche di falso e di forzato, d'autoritario, di gerarchico.Il racconto propone la vicenda erotico-filosofica di Antonino Paraggi, di mestiere "fattorino" ma per atteggiamento mentale "filosofo", il quale, stupito dalla mania fotografica che sembra essersi impossessata dei suoi amici, come di larga parte degli italiani, cerca alla sua maniera una serie di risposte al fenomeno, rimanendone infine, a sua volta, vittima.
Italo, Quinto, che ha tutta l’aria di essere attratto dallo speculatore edilizio Caisotti.Finché Antonino si mette a fotografare le fotografie che trova stampate sui giornali, comprendendo che, in fondo, "fotografare fotografie era la sola via che gli restava, anzi la vera via che lui aveva oscuramente cercato fino allora".